Il neoplasticismo, fondato nel 1917, ebbe come organo di diffusione la rivista “de Stijl” ideata da Van Doesburg con Mondrian, Van Eesteteren e Oud. Si cerca una nuova plasticità, e per questo ci si propone di partire da elementi bidimensionali e accostarli secondo un nuovo significato fatto di rapporti reciproci. Il programma neo-plastico prevedeva fosse estetico il puro atto costruttivo, cioè introduceva il concetto che nessuna forma esiste a priori, ma si produce con l'atto del costruire. Rietveld aveva ideato una casa le cui superfici delle pareti sembravano essere piani in movimento, così come i balconi e i parapetti. Tale tendenza, la progettazione per piani, non fu proseguita tuttavia da uno dei fondatori del movimento, J.J. P. Oud, (1890-1963) che, pur inserendosi nell'ambito del De Stijl, superò le tematiche del gruppo per approdare ad un linguaggio proprio che prevedeva, tra l'altro, una semplificazione radicale dei procedimenti costruttivi. Nelle architetture di Oud la scomposizione “è assorbita senza traccia apparente nell’integrità dei blocchi edilizi: eppure i volumi, le superfici, i colori, non sono più quelli di prima e appaiono come se fossero nuovi, visti per la prima volta, mentre si ricostituisce dopo più di un secolo, su basi diversissime da quelle antiche, l’accordo tra forma e funzione”..- Benevolo. Oud, architetto della città d Rotterdam dal 1918 al 1933, realizzò dei quartieri popolari che furono espressione di un impegno di carattere estetico, ma anche etico. Egli sosteneva la importanza della possibilità di costruire in serie con elementi prefabbricati, anche per potere essere a servizio della collettività. A lui si devono alcuni indiscussi capolavori come l'insediamento residenziale di Kiefhoek, le case minime in serie per il quartiere sperimentale di Weissenhof a Stoccarda e soprattutto le abitazioni del quartiere operaio di Hoek van Holland, del 1924, dove si realizza quella ricerca di una edilizia residenziale di massa "sana, universale e di larghe vedute". Pur riprendendo la già evoluta tradizione abitativa olandese, queste opere hanno spazi interni ed esterni che si compongono armoniosamente in un insieme di volumi. Le case a schiera di Hoek van Holland, a due piani, esprimono quel "complesso equilibrato delle parti" di cui parlava egli stesso. I colori presenti negli scalini di ingresso, rossi, le porte blu e la zoccolatura gialla, vivacizzano la composizione e il bianco delle pareti, ma non per sottolineare la scomposizione delle parti, ma anzi la loro intima coesione. La stecca appare conclusa dalle estremità arrotondate e appare come unita dal parapetto dei balconi. L'architettura non deve cadere, a detta dello stesso Oud, in un arido razionalismo, ma deve mostrare la seduzione del materiale di qualità, la chiarezza del vetro, lo scintillio e la levigatezza della superficie, lo splendore e la luce del colore... solo così l'architettura potrà superare, quella purezza classica, eliminando ogni elemento di poca importanza. "Eliminando ogni implicazione ideologica ed ogni intenzionalità riformistica, come la poetica neo-plastica esige - afferma a proposito di Oud, Argan - l'architettura si avvicina alla comunità, diventa veramente un servizio (e non più un programma) sociale". Nel 1928, cessa di esistere il movimento De Stijl uno degli episodi architettonici chiave per l'evoluzione della storia dell'architettura contemporanea.
Docente di Disegno e Storia dell'arte e Formatrice in corsi per Docenti.
Sono impegnata nel mondo della scuola da oltre vent’anni in progetti che colleghino gli studenti al territorio. Collaboro con le università e altri enti per la formazione dei docenti in ambito digitale.
Mi sono formata come scenografa all’Accademia di Belle Arti di Venezia, ma dopo una decina di anni nel mondo del teatro ho sentito l’esigenza di lavorare in un contesto più vicino al territorio, la scuola. Contemporaneamente ho seguito percorsi di alto livello nel campo delle tecnologie. Questo mi ha portato a collaborare diversi anni con Ca’Foscari e attualmente con l’Associazione Epict, collegata all’Università di Genova, che si occupa di diffondere l’uso pedagogico delle tecnologie nella didattica.
Credo fortemente in una scuola che educhi gli studenti ad avere una mente critica, a conoscere il proprio territorio, a farsi cittadini attivi.
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Il neoplasticismo, fondato nel 1917, ebbe come organo di diffusione la rivista “de Stijl” ideata da Van Doesburg con Mondrian, Van Eesteteren e Oud. Si cerca una nuova plasticità, e per questo ci si propone di partire da elementi bidimensionali e accostarli secondo un nuovo significato fatto di rapporti reciproci. Il programma neo-plastico prevedeva fosse estetico il puro atto costruttivo, cioè introduceva il concetto che nessuna forma esiste a priori, ma si produce con l'atto del costruire. Rietveld aveva ideato una casa le cui superfici delle pareti sembravano essere piani in movimento, così come i balconi e i parapetti. Tale tendenza, la progettazione per piani, non fu proseguita tuttavia da uno dei fondatori del movimento, J.J. P. Oud, (1890-1963) che, pur inserendosi nell'ambito del De Stijl, superò le tematiche del gruppo per approdare ad un linguaggio proprio che prevedeva, tra l'altro, una semplificazione radicale dei procedimenti costruttivi. Nelle architetture di Oud la scomposizione “è assorbita senza traccia apparente nell’integrità dei blocchi edilizi: eppure i volumi, le superfici, i colori, non sono più quelli di prima e appaiono come se fossero nuovi, visti per la prima volta, mentre si ricostituisce dopo più di un secolo, su basi diversissime da quelle antiche, l’accordo tra forma e funzione”..- Benevolo. Oud, architetto della città d Rotterdam dal 1918 al 1933, realizzò dei quartieri popolari che furono espressione di un impegno di carattere estetico, ma anche etico. Egli sosteneva la importanza della possibilità di costruire in serie con elementi prefabbricati, anche per potere essere a servizio della collettività. A lui si devono alcuni indiscussi capolavori come l'insediamento residenziale di Kiefhoek, le case minime in serie per il quartiere sperimentale di Weissenhof a Stoccarda e soprattutto le abitazioni del quartiere operaio di Hoek van Holland, del 1924, dove si realizza quella ricerca di una edilizia residenziale di massa "sana, universale e di larghe vedute". Pur riprendendo la già evoluta tradizione abitativa olandese, queste opere hanno spazi interni ed esterni che si compongono armoniosamente in un insieme di volumi. Le case a schiera di Hoek van Holland, a due piani, esprimono quel "complesso equilibrato delle parti" di cui parlava egli stesso. I colori presenti negli scalini di ingresso, rossi, le porte blu e la zoccolatura gialla, vivacizzano la composizione e il bianco delle pareti, ma non per sottolineare la scomposizione delle parti, ma anzi la loro intima coesione. La stecca appare conclusa dalle estremità arrotondate e appare come unita dal parapetto dei balconi. L'architettura non deve cadere, a detta dello stesso Oud, in un arido razionalismo, ma deve mostrare la seduzione del materiale di qualità, la chiarezza del vetro, lo scintillio e la levigatezza della superficie, lo splendore e la luce del colore... solo così l'architettura potrà superare, quella purezza classica, eliminando ogni elemento di poca importanza.
"Eliminando ogni implicazione ideologica ed ogni intenzionalità riformistica, come la poetica neo-plastica esige - afferma a proposito di Oud, Argan - l'architettura si avvicina alla comunità, diventa veramente un servizio (e non più un programma) sociale". Nel 1928, cessa di esistere il movimento De Stijl uno degli episodi architettonici chiave per l'evoluzione della storia dell'architettura contemporanea.
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